Venerdì sera non si è trattato di una semplice uscita, ma di un vero e proprio rito pagano in onore di birra, punk e amicizia! Mi sono avventurato in una birreria, il “Fierabras“, molto “figa”, non solo per il cibo da far gridare al miracolo, ma anche per i fiumi – sì, proprio fiumi! – di birra che scorrevano a vista d’occhio, trasformando il locale in una sorta di Atlantide dorata.

Ma la vera scintilla, o forse dovrei dire l’incendio, è stata accesa dai The Wally Gators. Questi dinosauri del punk, in attività dal lontano 1993 (quando probabilmente il tuo walkman era ancora il top della tecnologia), hanno infiammato l’atmosfera a suon di riff spacca-timpani e urla liberatorie. Le birre andavano giù una dopo l’altra, in un ritmo indiavolato che trasformava ogni sorso in un’iniezione di pura anarchia liquida.

Il culmine? Un “tsunami di punk e birra” che ha trascinato tutti sul palco a intonare il glorioso inno “Motherfuckers!” (per ascoltare clicca qui). Un momento di pura poesia, dove la voce roca del punk si è unita al coro sguaiato di chi, per una sera, ha dimenticato le buone maniere per abbracciare l’essenza più grezza e liberatoria del rock’n’roll. 🎤 chaotic!

E poi, ovviamente, il ringraziamento speciale. Perché dietro ogni leggendaria bevuta, ci sono sempre loro: il Fabio e il Paolo della situazione. Quei “fratelloni” che, da giovani punk a vecchi punk (e se il tempo è galantuomo, anche saggi punk), voglio un bene dell’anima. Un legame indissolubile, forgiato tra pogo selvaggi e brindisi scaccia-pensieri. Chapeau a voi! 🤝❤️

Insomma, una serata che rimarrà impressa nei miei ricordi più confusi e felici. Alla prossima scarica di adrenalina e schiuma! 🤪

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Sono Hunter

Se sei finito/a qui, probabilmente ti starai chiedendo chi sia questo Hunter che occupa abusivamente un pezzetto di internet. Beh, mettiti comodo/a, perché sto per svelarti alcuni segreti (non troppo segreti, dai).

Di giorno, potresti trovarmi a scrivere noiosi manuali e documenti tecnici e a partecipare a riunioni che avrebbero potuto essere un’email (sai com’è). 

Ma quando cala il sole (o anche durante la pausa pranzo, non giudicare), mi trasformo in un avido ascoltatore di musica, un cacciatore di ricette improbabili e un orgoglioso proprietario di una collezione di film che farebbe invidia a una cineteca.