
Amici, ho fatto una scoperta che merita il Nobel per la Gastronomia Sentimentale. 🏆 Passeggiando tra gli scaffali del supermercato – un luogo di solito popolato da tristi buste di insalata e tofu che promette di renderti migliore – ho avuto “La Chiamata”. ✨
Mi sono imbattuto in LORO. Sì, in quei Fagioli Al Sugo che non sono solo fagioli, ma sono un pezzo di storia del cinema, un monumento all’infanzia e, soprattutto, l’unico vero protagonista non umano dei film di Bud Spencer. 💥
Per chi non ha avuto una gioventù illuminata dal sacro verbo del cinema di schiaffi e cazzotti, sappia che c’è una scena fissa: Bud e successivamente Terence, seduti al tavolo, con un padellone che sembra un lavello da cucina per le dimensioni, pieno fino all’orlo di questa ambrosia cremosa e rossastra. E loro? Se li spazzolano. Senza posate. Senza bon ton. Con il pane, strappato con la brutalità di un macigno che si stacca da una montagna. 🥖💪
Quella scena, per me, non era cinema. Era un documentario sull’Estasi Culinarie. Mio padre, fan sfegatato di Bud, si commuoveva quasi. Io, piccolo, guardavo con un’invidia che bruciava più del peperoncino, sentendo il profumo arrivare… sì, proprio dal tubo catodico. Era il magico odore del desiderio inespresso. 👃😭
E ora, erano lì. Proprio lì. Li ho afferrati con la stessa foga con cui Bud afferra il collo del cattivo. Non potevo lasciarli lì. Sarebbe stato come rinnegare la mia stirpe.
Al cassiere ho cercato di dare una giustificazione plausibile, tipo: “Li prendo per un esperimento sociologico sul revival cinematografico italiano”. 🧐 Ma ho fallito. Ho solo balbettato: “Ehm… sono per… la nostalgia” …. credo di aver sbavato anche un pò. E lui, senza scomporsi (evidentemente abituato ai pazzi), li ha bip-pati.
Ora, la fase cruciale: la preparazione.
Ho cercato una padella grande. Non una normale. Una di quelle padelle che potresti usare come scudo in caso di attacco barbaro. 🛡️
Ho versato i fagioli. Slosh! Il rumore era musica.
Ho scaldato (con una personale aggiunta). Ho aspettato quel primo pop rassicurante che annuncia l’inizio del rito.
E poi… il gran finale. Ho spento il fuoco, ho preso un pezzo di pane (ovviamente non tagliato, ma strappato con violenza rituale) e mi sono seduto. Non a tavola, sia chiaro. Accanto alla padella. 🥣
Mentre affondavo il pane nel sugo denso, chiudendo gli occhi, un brivido mi ha percorso la schiena. Non era solo il sapore (ottimo, a dirla tutta). Era la reincarnazione di un ricordo: mio padre, Bud Spencer, Terence Hill, gli schiaffi, il profumo inesistente che finalmente diventava reale.
Per un istante, mi sono sentito anch’io massiccio, invincibile e affamato come un orso risvegliato dal letargo. Ho mangiato direttamente dalla padella. Senza remore. Senza vergogna. Ho fatto una scarpetta che, sono sicuro, ha fatto vibrare il cielo e ha reso Bud orgoglioso. 😇
Quindi, amici, se li vedete, comprateli. Non sono fagioli. Sono una macchina del tempo. E l’unico effetto collaterale è che potresti avere l’irresistibile impulso di risolvere i problemi con una scazzottata amichevole! 👋😂

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