Oggi, che il calendario ci ricorda che siamo tutti un po’ più vicini al cimitero che al paradiso fiscale, è inevitabile che i pensieri vadano a chi non c’è più. Ma non a quelli che ci hanno lasciato serenamente, dopo una vita piena. No, parlo di quelli con una Sliding Door schiantata in faccia, come mio padre.

Il film ci ha insegnato che perdere la metro significa:

  1. Scoprire il tradimento.
  2. Incontrare l’Amore Vero.
  3. Cambiare colore di capelli.
  4. Morire o vivere. (Sì, un po’ drastico, ma Peter Howitt è un tipo che ama il dramma).

La mia di “Sliding Door” non era una metro, ma un’intuizione, un lampo di genio non colto mentre mio padre mi portava a scuola. Se solo fossi stato un piccolo Sherlock Holmes dei sentimenti, avresti potuto dirgli: “Papà, hai la stessa faccia di uno che sta per salire su delle scale che lo tradiranno a breve!” 🤨

E qui, scusate l’irriverenza (papà mi perdonerà), scatta l’ironia amara, quella che ti fa ridere per non piangere sul cappuccino versato.

Scenario A: La Sventura Vissuta (’91)

Papà mi accompagna. Sei di fretta. Hai un’interrogazione su… non lo so, su topografia. Arrivi in ritardo. Lui ti saluta sbrigativo. Sale le scale del lavoro. Un malore. Il finale lo sappiamo. Un dramma shakespeariano con un finale da film horror, ma senza i vampiri. Solo scale. Game Over. 💔

Scenario B: La Sliding Door Chiusa e lo Sdoppiamento del Destino

Io, piccolo veggente, mi accorgo di una macchia sulla cravatta di papà (un indizio!). “Papà, fermati, dobbiamo tornare a casa a cambiarla! Non puoi morire con una cravatta macchiata di caffè nel ’91!” 🙅

Cosa succede?

  • Ore 8:15: Torniamo indietro. Perdita di tempo colossale.
  • Ore 8:45: Arriviamo in ritardo entrambi. io prendo una nota sul registro. Tu prendi un cazziatone dal capo.
  • Ore 9:00: Per punizione, il capo ti dice: “Oggi niente ufficio, vai a sistemare l’archivio in cantina!” (Un luogo buio e poco propenso agli infarti, si spera).
  • Ore 10:00: Le scale maledette, lasciate libere, vengono usate da un collega antipatico che scivola e si rompe una gamba. 🦵 Karma.
  • Il futuro? Papà vive! Ma è costretto a una vita passata in cantina a sistemare scartoffie impolverate e a subire il mio eterno rimprovero per avermi fatto prendere la nota. “Tutta colpa tua e di quella maledetta cravatta!” 👔

Non meglio, non peggio, ma diverso.

Sarebbe sopravvissuto? Probabilmente. Sarebbe stata una vita felice, da film? Forse no. Anzi, magari sarebbe stato un po’ più rompiscatole 🙄 per 34 anni in più. La vera “Sliding Door” non è tanto il suo destino, ma la mia ossessione per quel dettaglio mancato.

Oggi, 1° Novembre, possiamo dirlo con un sorriso che sa di lacrime: non potevamo sapere. E il vero amore è accettare che, in qualsiasi versione del multiverso, quel padre mi avrebbe amato allo stesso modo, anche con la cravatta macchiata e quelle scale infide!

Ciao, pà e mi raccomando, non fare più scale adesso che puoi 🪽, nemmeno lassù. 😉!

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Sono Hunter

Se sei finito/a qui, probabilmente ti starai chiedendo chi sia questo Hunter che occupa abusivamente un pezzetto di internet. Beh, mettiti comodo/a, perché sto per svelarti alcuni segreti (non troppo segreti, dai).

Di giorno, potresti trovarmi a scrivere noiosi manuali e documenti tecnici e a partecipare a riunioni che avrebbero potuto essere un’email (sai com’è). 

Ma quando cala il sole (o anche durante la pausa pranzo, non giudicare), mi trasformo in un avido ascoltatore di musica, un cacciatore di ricette improbabili e un orgoglioso proprietario di una collezione di film che farebbe invidia a una cineteca.