C’è un detto che i nostri nonni ripetevano con la stessa convinzione con cui oggi ripetiamo “domani inizio la dieta”: il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ebbene, amici, ho una notizia che conferma la saggezza popolare con la precisione di un referto medico: il mio amico Fabio, alias Il Lupo, ha ricominciato. 🐺
Non parlo di una ricaduta qualunque. Parlo di letteratura. Di genere giallo, per la precisione. Il Lupo ha scritto il secondo capitolo delle indagini dell’ispettore Moretti, e a quanto pare il primo vizio non gli è bastato: doveva proprio farsi una serie.
Il vizio, si sa, funziona così: prima è un’idea buttata lì tra un caffè e l’altro, poi diventa una bozza, poi un manoscritto, poi — orrore — un secondo manoscritto. E a quel punto non sei più uno scrittore per caso, sei uno scrittore recidivo. Con l’aggravante della premeditazione.
Quello che ammiro in Fabio è la costanza con cui torna dal suo ispettore Moretti, come si torna da un vecchio amico al bar, sapendo già cosa berrà. C’è una fedeltà quasi commovente in chi decide di non abbandonare un personaggio dopo un solo giro di indagini. La maggior parte di noi fatica a portare a termine una lista della spesa. 🛒
E io, cosa c’entro?
Assolutamente niente, se non il ruolo, che mi sono auto-assegnato con entusiasmo, di tifoso ufficiale. Perché diciamocelo: dietro ogni scrittore seriale c’è un amico che gli chiede “ma quando esce il prossimo?” con la stessa insistenza con cui si chiede a una coppia quando arriva il matrimonio. Ecco, quell’amico sono io. 🙋‍♂️
E qui l’ironia lascia un attimo il passo a qualcosa di più vero: vedere un amico che scrive, riscrive, si incaponisce su un personaggio e poi lo manda davvero in stampa — non una volta, ma due — è una delle cose più belle che possano capitare in un’amicizia. Non tutti hanno il coraggio (o la testardaggine, che spesso sono la stessa cosa) di finire qualcosa che hanno iniziato, figuriamoci di ricominciare daccapo sapendo quanto costa in tempo, dubbi e notti a chiedersi se quella frase suona bene o fa cadere il ritmo.
Quindi sì, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ma se il vizio è questo — inseguire una storia fino in fondo, due volte, con la stessa ostinazione con cui il commissario Moretti insegue i suoi indiziati — allora ben venga. Auguro a Fabio (e al suo alter ego investigativo) tutte le indagini che vuole scrivere ancora.
Nel frattempo, io continuerò a fare quello che so fare meglio: promuovere gli amici bravi. 😏
Se vi va di dare un’occhiata al secondo giallo dell’ispettore Moretti, il link è qui: amzn.eu/d/04gYwx8x. Ditegli che vi manda Hunter — tanto lo sa già che gli faccio pubblicità non richiesta.
E per una volta il tempismo è dalla mia parte: sta per arrivare un periodo in cui avrò un po’ di tempo libero per leggere, quindi il libro di Fabio si candida di diritto come primo della lista. 📚⏳ Ma di quel tempo libero, e del perché arriva proprio ora, vi racconterò con calma nel prossimo articolo.

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Sono Hunter

Se sei finito/a qui, probabilmente ti starai chiedendo chi sia questo Hunter che occupa abusivamente un pezzetto di internet. Beh, mettiti comodo/a, perché sto per svelarti alcuni segreti (non troppo segreti, dai).

Di giorno, potresti trovarmi a scrivere noiosi manuali e documenti tecnici e a partecipare a riunioni che avrebbero potuto essere un’email (sai com’è). 

Ma quando cala il sole (o anche durante la pausa pranzo, non giudicare), mi trasformo in un avido ascoltatore di musica, un cacciatore di ricette improbabili e un orgoglioso proprietario di una collezione di film che farebbe invidia a una cineteca.

Scopri di più da HUNTER. Di nuovo.

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