
C’è un momento, in ogni vita da guerriero part-time (perché diciamocelo, nessuno di noi combatte a tempo pieno, tra bollette e riunioni che potevano essere un’email), in cui le braccia smettono di rispondere. Non perché manchi la volontà. Manca la benzina. E la spada — quella pesante, quella con cui affetti scadenze, aspettative altrui e il fardello generico di “essere adulti che funzionano” — resta lì, appoggiata contro il muro, a guardarti con aria delusa. 😮💨
Io in questo momento sono in questa fase. Non ve lo nascondo, perché nascondere le cose qui dentro non è mai stato lo sport che preferisco.
E quando le braccia cedono, la testa fa quello che le teste stanche fanno sempre: torna indietro. Non verso una strategia, non verso una soluzione. Torna verso una persona. 🖤
Quella che da giovani ti dava la forza semplicemente esistendo, senza saperlo, senza sforzo — e che oggi non c’è più. Non in senso metaforico, non in senso “si è trasferita”. Non c’è più, punto. E il fatto che il pensiero scelga proprio i momenti di stanchezza per tornare lì non è una coincidenza: è che nei momenti di stanchezza le difese cadono insieme alle braccia, e quello che resta a galla è quello che conta davvero.
Mi manca. Lo scrivo qui perché altrove non riesco a scriverlo, e un blog è pur sempre un posto dove si può dire la verità travestita da articolo. 😔
Poi ci sono le decisioni. Quelle vere, quelle che non riguardano solo te ma anche altre persone, quelle in cui “coraggio” è una parola più onesta di “forza”, perché la forza la trovi anche da solo, il coraggio te lo devi quasi rubare.
Sei lì, incudine da una parte, martello dall’altra, e in mezzo tu che non batti — non perché non sai cosa vorresti, ma perché sai che qualunque cosa farai lascerà un segno anche su chi non ha chiesto di essere coinvolto. Ludovico Einaudi nelle cuffie fa il suo lavoro onesto, prova a mettere ordine, ma diciamocelo: nemmeno un pianoforte può disinnescare un buio decisionale fatto di responsabilità verso gli altri. 🎹🌑
E allora resta solo una domanda, rivolta a chi non può più rispondere. Che faresti tu?
Non c’è un capitolo del manuale che insegni a gestire questo. Non c’è un trucco, un’ironia abbastanza tagliente da renderlo leggero. Ci sono solo io, stanco, indeciso, con una spada troppo pesante e un pensiero fisso che va a chi non c’è più.
Ti voglio bene. Anche adesso. Soprattutto adesso🖤 resta seduto vicino a me, finché il buio non passa …. e domani sarà un altro giorno!!

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