C’è qualcosa di magico nel vedere un luogo di archeologia industriale come la Lavanderia a Vapore spogliarsi della sua veste storica per indossare quella, decisamente più luminosa, di migliaia di candele. Alle 21:00 in punto, tra i muri che un tempo ospitavano il bucato del manicomio, l’atmosfera si è fatta talmente carica di emozione che si poteva quasi sentire il fantasma di Freddie Mercury che chiedeva un calice di vino in prima fila.”

Ecco com’è andata la mia esperienza al Candlelight tributo ai Queen:

Allora, parliamone. Giuseppe Califano non suona il pianoforte, lo ipnotizza. Mentre io faccio fatica a coordinare i piedi per non inciampare nei lacci delle scarpe, lui faceva sembrare Bohemian Rhapsody facile come suonare il campanello di casa. 🎶 Vederlo lì, circondato da quel mare di luce soffusa, mi ha fatto sorgere un dubbio: ma come fa a vedere i tasti? O ha la vista a infrarossi tipo supereroe della Marvel, oppure il piano lo suona con la forza del pensiero. In ogni caso, voto 10 e lode. 🏆

L’impatto visivo è stato pazzesco. Entri e pensi: “O sono in un video di Ed Sheeran o sono finito in una setta molto elegante che adora i baffi di Freddie Mercury”. 👑 L’emozione era talmente densa che si tagliava con il grissino. Un silenzio così rispettoso che se avessi osato scartare una caramella gommosa, probabilmente sarei stato espulso dal Piemonte seduta stante. 🍬🚫

Sentire i classici dei Queen senza la batteria di Roger Taylor che ti martella i polmoni o la chitarra elettrica di Brian May potrebbe sembrare strano, e invece… brividi veri. 🥶 Sentire The Show Must Go On solo al piano ti fa capire che Freddie era un genio, ma che noi comuni mortali, al massimo, possiamo ambire a cantare sotto la doccia (e neanche bene).

Quindi:

  • Location: La Lavanderia a Vapore non è mai stata così poco “lavanderia” e così tanto “tempio della musica”. 🧼➡️🎹
  • Effetti collaterali: Una voglia matta di comprare un pianoforte a coda e 400 kg di cera, salvo poi ricordarsi che abito in un bilocale e non so suonare neanche Fra Martino Campanaro.

Se non c’eravate, mi dispiace per voi, avete perso l’occasione di sentirvi parte di un film d’autore senza dover sopportare i titoli di coda noiosi. 🎬🍿

Una risposta a “Bohemian Rhapsody in un mare di luci: cronaca di una serata da brividi.” ✨🙌”

  1. Avatar Fabio
    Fabio

    Grazie Daniele.
    No, purtroppo non c’ero, ma grazie a Te è stato un po’ come aver preso parte a questa grande emozione collettiva.
    Comunque i brividi sono venuti ugualmente anche a me.

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Sono Hunter

Se sei finito/a qui, probabilmente ti starai chiedendo chi sia questo Hunter che occupa abusivamente un pezzetto di internet. Beh, mettiti comodo/a, perché sto per svelarti alcuni segreti (non troppo segreti, dai).

Di giorno, potresti trovarmi a scrivere noiosi manuali e documenti tecnici e a partecipare a riunioni che avrebbero potuto essere un’email (sai com’è). 

Ma quando cala il sole (o anche durante la pausa pranzo, non giudicare), mi trasformo in un avido ascoltatore di musica, un cacciatore di ricette improbabili e un orgoglioso proprietario di una collezione di film che farebbe invidia a una cineteca.

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