Vi racconto com’è andata. Arrivo al Teatro Colosseo di Torino con la classica aria da “sì vabbè, vediamo cosa c’è di così speciale” e due ore dopo esco dal teatro con le guance che fanno male. Dal ridere. 😂

Il nome dello spettacolo è già un capolavoro in sé: “No vabbè MI adoro”. Tre parole che contengono un universo intero — quella voce interiore che tutti abbiamo, quel momento in cui ti guardi allo specchio dopo una brutta giornata e invece di piangerti addosso decidi, con sfrontata ironia, di trovare qualcosa di adorabile in te stesso. Magari ci metti un po’. Ma alla fine ci arrivi. 🪞

Katia Follesa — e qui lo dico senza mezze misure — è straordinaria. ⭐

📋 La scheda tecnica per chi ama i dati: Spettacolo: No vabbè MI adoro · Scritto da: Katia Follesa e Angelo Pintus · Durata: 1 ora e 45 minuti senza intervallo (che passano come se fossero venti) · Tappa: Teatro Colosseo, Torino, 11 aprile 2026 · Effetti collaterali documentati: mascelle indolenzite, occhi lucidi, improvvisa accettazione di sé stessi. 😄

Katia Follesa è uno di quei rari casi in cui il talento comico è talmente naturale da sembrare facile. E non lo è. Non lo è per niente. Attrice, comica, volto amatissimo della televisione e del palcoscenico italiano, con questo spettacolo fa una cosa coraggiosa e bellissima: sale sul palco da sola per la prima volta. Niente spalle. Niente rete di sicurezza. Solo lei, il microfono, e un’ora e tre quarti di comicità intelligente, pungente, autoironica. 🎙️

E lo dice lei stessa, con quella sfacciataggine adorabile che la contraddistingue: “Sono sempre stata giudicata per la mia bellezza, che per carità, mi ha aiutato tanto, soprattutto all’inizio. Ma è normale che passare dalle sfilate e shooting alla comicità non è cosa facile. Con questo spettacolo vi voglio dimostrare che, oltre a essere bella, indiscutibilmente bella, faccio anche ridere!” 💅

Spoiler: fa ridere. Tantissimo. E con una precisione chirurgica che lascia il segno. 🔪

Con il suo stile inconfondibile — ironico, brillante, dissacrante — ci guida in un viaggio esilarante tra le nevrosi moderne, le relazioni sentimentali, la vita di coppia, il rapporto con il corpo e con se stessi, svelando con sarcasmo e autoironia le dinamiche, le ipocrisie e le ossessioni del nostro tempo. Il tutto condito con quella capacità rara di far ridere delle cose che fanno anche un po’ male. 💙

Perché il trucco — e qui sta il genio di Katia Follesa — è che mentre ridi, pensi. E mentre pensi, ti riconosci. E mentre ti riconosci, ridi ancora di più. È un loop perfetto di comicità e verità da cui non si esce illesi. Si esce però decisamente meglio di come si è entrati. 🔄

Io, mi ci sono ritrovato. In molte cose. In troppe cose. Non vi dico quali, per un minimo di dignità residua. Ma credetemi: il riconoscersi nelle parole di qualcuno che riesce a fartele sembrare divertenti invece che dolorose è uno dei regali più grandi che il teatro possa farti. 🎁

🌱 Quello che ho capito: Ridere di sé stessi non è debolezza. È la forma più evoluta di intelligenza emotiva. Katia Follesa lo fa con una naturalezza disarmante — e riesce a trascinarti con lei, senza che tu te ne accorga, fino a quel posto strano e bellissimo dove le cose fanno ridere e fanno riflettere allo stesso tempo.

Grazie, Katia.

Grazie per quella serata. Grazie per aver preso tutto quello che di complicato, goffo, contraddittorio e meravigliosamente umano c’è in ognuno di noi — e averlo restituito trasformato in risate. Non è una cosa da poco. È, anzi, una delle cose più preziose che qualcuno possa fare per il prossimo. 💙

Io sono uscito dal Teatro Colosseo con le guance che facevano male e qualcosa di leggero dentro — quella sensazione rara di aver passato del tempo bene, davvero bene, senza dover fare niente di speciale se non stare lì ad ascoltare. E a ridere. E a riconoscermi. 😄

2 risposte a “No vabbè MI adoro — Katia Follesa al Teatro Colosseo di Torino: la serata in cui ho riso di me stesso senza saperlo 🎭😂🌟”

  1. Avatar Fabio
    Fabio

    Ridere di sé è la forma più evoluta di intelligenza emotiva.
    Hai ragione da vendere Daniele: in un mondo che non perde occasione per massacrare qualsiasi forma residua di autostima, umanità ed empatia.
    Sì ridere è un antidoto a questo sistema tritacarne. Ridere di sé è un mantra salvifico.
    Brava Katia.
    Grande Daniele.

    1. Avatar Hunter. Di nuovo.

      🫶🫶

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Sono Hunter

Se sei finito/a qui, probabilmente ti starai chiedendo chi sia questo Hunter che occupa abusivamente un pezzetto di internet. Beh, mettiti comodo/a, perché sto per svelarti alcuni segreti (non troppo segreti, dai).

Di giorno, potresti trovarmi a scrivere noiosi manuali e documenti tecnici e a partecipare a riunioni che avrebbero potuto essere un’email (sai com’è). 

Ma quando cala il sole (o anche durante la pausa pranzo, non giudicare), mi trasformo in un avido ascoltatore di musica, un cacciatore di ricette improbabili e un orgoglioso proprietario di una collezione di film che farebbe invidia a una cineteca.

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