Ci sono cose che l’essere umano dimentica con facilità: le chiavi, il nome del collega nuovo, perché è entrato in cucina. E poi c’è il 10 ottobre. Oggi è San Daniele 🎉 e no, non parlo del prosciutto. Anche se, diciamolo, il prosciutto in questa storia farebbe la sua porca figura 🐖 (e sì, la battuta è già vecchia, ma io la faccio lo stesso).
Per mia nonna il calendario funzionava così:
- San Daniele 👑
- Tutto il resto, in ordine sparso e senza troppe pretese.
Il compleanno? Poteva scivolare via. Il Natale? Una bella sorpresa, tipo un parente che si presenta senza avvisare. Ma San Daniele no. San Daniele era un’istituzione, una priorità, quasi un obbligo di legge. Ti dimenticavi il tuo compleanno e ti guardava con comprensione. Ti dimenticavi San Daniele e ti guardava e basta. 👀 Non esisteva promemoria sul telefono, notifica o agenda. Esisteva lei, e bastava.
Ormai è tantissimo che non c’è più. Eppure la cosa bella delle buone abitudini è che sono più resistenti di qualsiasi cosa: sopravvivono ai traslochi, alle mode, alle app per organizzare la vita e persino alle persone che le hanno inventate. La staffetta è passata a mia madre. E qui il sarcasmo si ferma un attimo per fare un inchino. 🙇
Perché diciamolo: la memoria, con il tempo, fa i capricci. Ieri a pranzo cosa ho mangiato? Mistero. Dove ho messo gli occhiali? Chissà. Cosa ho detto due minuti fa? Boh. Ma il 10 ottobre? Lì il cervello diventa un orologio svizzero ⏱️. Zero esitazioni, zero cedimenti. Il sistema operativo di casa può andare in blocco su tutto, ma c’è un file protetto, backup su cloud celeste ☁️, che non si cancella mai.
Come ogni tradizione di successo, anche questa non poteva restare ferma. Ed ecco che nel calendario di famiglia è comparsa una nuova data indimenticabile:
🚨 13 ottobre — San Edoardo 🚨
Tre giorni di distanza. Tre. Praticamente un weekend lungo dell’onomastico. Chi ha fatto il calendario liturgico evidentemente sapeva che da noi si fa sul serio, e ha deciso di concentrare tutto in un’unica settimana per ottimizzare i festeggiamenti. 🎂🎂 Io ormai mi sono rassegnato: ottobre, in casa mia, non è un mese, è una stagione di santi 😅
Dopo tutto lo sfottò, mi tocca ammettere una cosa, con la voce che si abbassa un po’ 🥹 Il 10 ottobre non è mai stato il prosciutto, la torta o il santo. Era lei. Era quel modo testardo e un po’ buffo di dire “io ti penso, anche se tutto il resto va a rotoli”. Una data fissa in un mondo che cambia in continuazione. E oggi, ogni volta che mia madre mi ricorda San Daniele con la stessa identica serietà di allora, vedo una cosa semplice: la nonna c’è ancora. Sta lì, tra un messaggio di auguri e una chiamata puntuale come un orologio. Non ha bisogno di calendari: l’ha lasciato scritto nelle abitudini. ❤️
Quindi auguri a tutti i Daniele, oggi e sempre 🥂
E per Edoardo: tranquillo, il 13 non ce lo scordiamo. Non possiamo permetterci neanche questo. Lo sa mia madre, e questo, in famiglia, vale più di qualsiasi promemoria. 😉

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