Oggi ho visto che un’amica ha ripostato un video di Torino. Bellissimo, commovente, pieno di cuori. Ho messo “mi piace” con la nonchalance di un uomo adulto. Poi ho passato venti minuti a fissare il telefono come un cane davanti alla porta di casa. 🐕
Perché Torino è così. Non ti salta addosso. Non ti urla “sono bellissima!” come certe città che sembrano sempre in posa per il selfie. 📸 Torino sta lì, composta, coi suoi portici, la nebbia che sale dal Po e i palazzi in fila come soldati sabaudi. Ti guarda in silenzio, con quell’aria di chi pensa “se hai qualcosa da dire, dillo con garbo”.

🎩 E tu, trasgressivo punk degli anni Novanta, con la giacca borchiata, ti sentivi un rivoluzionario. In realtà eri un ragazzino educatamente tollerato da una signora molto elegante. 🤘😅
Eppure era la città perfetta per ribellarsi. Rivoluzionaria, sì, ma senza chiasso: le idee più sovversive si covavano sotto i portici, tra una birra al Piper e in fila ad acquistare un vinile da Rock&Folk, o una chiacchiera al Toret, con quell’acqua che usciva sempre, imperterrita, a ricordarci che qualcosa di fisso nella vita esiste. 🍺⛲ Torino è rigorosa anche nella trasgressione. Ti lascia fare il matto, ma di sabato sera, e senza disturbare i vicini. 🤫
E poi ci sono le cose che non si spiegano a chi non c’è stato. Il Bicerin che ti scalda le mani prima ancora dello stomaco. ☕🍫 Il Gianduiotto che si scioglie in tasca come le promesse a vent’anni. La luce di novembre che fa sembrare tutto un film in bianco e nero, anche il tram 10. 🚋 La Mole che spunta in fondo a una via, tranquilla, come a dire: “Eh, lo so. Ci sono sempre stata.” 🏛️
Ho vissuto lì da bambino, poi da ragazzo. Poi la vita, con la sua solita eleganza da bulldozer, mi ha portato altrove. E ora, vecchio, lontano da troppo tempo, scopro l’ultima beffa: Torino non mi ha mai lasciato. Ha aspettato. In silenzio, ovviamente. Mica sono cose da dire a voce alta. 🙄
Jack London parlava del richiamo della foresta. Io, più modestamente, soffro del richiamo della Torino: meno lupi, più nebbia, nessun slittino. 🐺🌫️ Ma l’effetto è identico. Una sera, tra i miei mobili e il mio presente ordinato, sento qualcosa tirare, piano, da lontano. Come quando una città ti dice, senza alzare la voce: “Torna, che ti tengo il posto.” 🫶
Tornerò. Non so quando, né per quanto. Magari cammino sotto i portici fingendo di non commuovermi, poi bevo un bicerin e faccio finta che sia il fumo. ☕😢 E Torino, da gran signora, farà finta di non vedere. Perché si capisce così, quando si ama davvero una città: quando ti accorgi che ti ha cambiato per sempre, e lei non ti ha mai chiesto niente in cambio. ❤️🌃

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Sono Hunter

Se sei finito/a qui, probabilmente ti starai chiedendo chi sia questo Hunter che occupa abusivamente un pezzetto di internet. Beh, mettiti comodo/a, perché sto per svelarti alcuni segreti (non troppo segreti, dai).

Di giorno, potresti trovarmi a scrivere noiosi manuali e documenti tecnici e a partecipare a riunioni che avrebbero potuto essere un’email (sai com’è).

Ma quando cala il sole (o anche durante la pausa pranzo, non giudicare), mi trasformo in un avido ascoltatore di musica, un cacciatore di ricette improbabili e un orgoglioso proprietario di una collezione di film che farebbe invidia a una cineteca.